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  • sa1-2005 gita2: mont de l'arp vieille (20/02/2005)   14 anni 21 settimane fa

    CLASSE 6 -L'OLIMPO DEGLI DEI

    .....

    parliamone.
    :-)

  • sa1-2005 gita2: motto del toro (20/02/2005)   14 anni 21 settimane fa

    NESSUN COMMENTO!?!?!?
    Almeno tu Michela, che sei a casa con la febbre... Sei gia' K.O. dopo la prima gita, ho capito. Che dire della ripresa dell'attivita': una passeggiata! La prossima volta verro' con un vero zaino e vi porto su tutto! Per fortuna che il nostro segugio Lorenz ha un fiuto imabattibile nella ricerca di neve, non si smentisce mai e cosi' ci cerchera' LUI tutte le mete piu' adatte! Diciamo la verita', se non fosse per Giulietto, sarei ancora alle prese con le mie pelli prive di colla. Ora provvedero'!
    Edo

  • sa1-2005 gita2: motto del toro (20/02/2005)   14 anni 21 settimane fa

    bvnv.

  • sa1-2005 gita2: motto del toro (20/02/2005)   14 anni 21 settimane fa

    ritengo che ciascuno dei tre fattori sulla cui base valuto lo sci-alpinismo siano stati pienamente soddisfatti con questa gita.
    l'aspetto sportivo con una bella salita, neanche particolarmente stancante, ed una discesa molto divertente, soprattutto nel primo tratto prima del bosco; la componente sociale/relazionale con un piccolo gruppo che si va rapidamente affiatando; l'aspetto paesaggistico, con una natura bella per definizione e l'emozione di essere ospiti in luoghi altrimenti solitari ed irraggiungibili.
    mi ha colpito il silenzio quasi "assordante" fuori al bivacco.
    abbiamo raggiunto la motta del torello invece che quella del toro ma si e' trattato di una decisione prudenziale rivelatasi piu' che saggia, in queste giornate di luce ancora brevi.
    Andrea K.

  • sa1-2005 gita2: mont de l'arp vieille (20/02/2005)   14 anni 21 settimane fa

    CLASSE 6 -L'OLIMPO DEGLI DEIPagelle semiserie della nostra esperienza in Valgrisanche- FRANCO - ISTRUTTORE CAPO Aggredisce la neve in modo spasmodico costringendo la Classe 6 a improvvise e pazzesche accelerazioni per superare le altre classi… viene anche richiamato ufficialmente perche' beccato in flagrante dal directur a scendere per ripidi pendii ma, alla fine, rompe il digiuno ultradecennale catapultandosi su torte dolci e salate. POTENTE, LIGIO MA COMPROMETTIBILE - PAOLO - SUB COMANDANTE La Classe 6 si sente le spalle coperte sapendo che dietro puo' fare affidamento sulla sua solida esperienza. Dispensa consigli sotto forme di perle di saggezza e rimane senza batter ciglio in mezzo alla neve per due ore durante l'esercitazione Arva. Anche lui, comunque, non ha saputo resistere al fascino segreto degli occhi scuri di Paola. L'ULTIMO ROMANTICO DELLO SCI ALPINSIMO. - RODRIGO - ALLIEVO L'intensa vita sociale milanese gli impedisce di portare a termine la ricerca di un nuovo paio di scarponi in settimana e, per non sbagliare, noleggia anche delle pelli di foca terribilmente usurate.. cio' nonostante e' sempre uno dei primi a raggiungere la meta. Encomiabile, anche se alla fine c'e' caduto (oltre che sulla neve) anche sul Nebbiolo che si e' dimenticato a casa. Un vecchio ma sempre efficace adagio si addice al nostro centravanti spagnolo: LA POTENZA E' NULLA SENZA CONTROLLO. - NICOLA -ALLIEVO Ancora non abbiamo compreso se sia piu' forte in salita o in discesa…. In un momento di commuovente sincerita' si e' anche definito il "Figlio della Righini", facendoci intendere che probabilmente vi e' anche una componente genetica nell'affrontare lo sci alpinismo con classe ed eleganza: UN EFFIGE, ANZI UN POSTER DA APPENDERE IN CAMERETTA IN SOSTITUZIONE DI QUELLO DI TOMBA. IRENE - ALLIEVO - Il suo ritmo costante ma continuo rappresenta nei momenti di difficolta' un lasciapassare per la vetta per la nostra Classe. Metro dopo metro questa giovane fanciulla ci conduce nella sua traccia fino al nostro Olimpo domenicale. UN CONDOTTIERO TRA LE ALPI, L'ANNIBILE DELLA CLASSE 6. STEFANO - ALLIEVO- OSA, non solo nel senso di ottimo sciatore alpinistico, ma proprio perche' osa discese e traiettorie impensabili tra ripidi pendii e boschetti traditori… Insieme a Paolo vigila sulla Classe 6 con sicurezza, recuperandoci tutti dopo le nostre progressioni e accompagnandoci fino in fondo verso la meta. IMPAREGGIABILE. LAURA- ALLIEVO - Non e' "una" fotografa ma "la" fotografa indiscussa della nostra Classe, soprattutto perche' alle 23.30 della domenica ha gia' inserito tutte le immagini nel suo sito e ci ha gia' scritto la mail per mandarci le migliori. Veramente impeccabile oltre che pluridecorata per i mitici canestrelli (anche se, questa volta, si e' scordata di farli mangiare a meta' classe). LA DONNA CLICK DELLA VALGRISANCHE. PAOLA - ALLIEVO - Grinta allo stato puro, unico rimedio per riuscire a salire nonostante il dolore alla gamba destra. Sul finale, ad ennesima conferma delle sue doti di seduttrice, conquista il cuore di Paolo con cui si intrattiene in romantiche e spensierate ricerche arva mentre il resto della classe finisce di scalare l'Olimpo quotidiano per poi ritrovarsi tutti insieme. UNA PREZIOSA STELLA ALPINA DAL SORRISO IRRESTIBILE. STEFANO- ALLIEVO - Occupa con prepotenza le pagine del sito Righini a causa dell'appariscente panino-cubo che ha lasciato un segno indelebile nell'immaginazione degli allievi di tutto il corso. La Classe 6, invidiosa, lo osserva e si chiede se la sua energia stia, come Sansone, nei suoi capelli.. sempre ritti a sentire da che parte tira il vento e pronti a percepire dove si nascondono le cunette piu' insidiose. IL NOSTRO UOMO RADAR…UN ESEMPIO DA SEGUIRE. ANDREA - ALLIEVO- Va bene tutto, ma non posso darmi il giudizio da solo. Se proprio devo essere valutato per questa esperienza valgrisanchentina… vorrei essere ricordato con il sapore della grappa chardonnay che sapientemente ho trasportato nel mio zainetto.

  • sa1-2005 gita2: mont de l'arp vieille (20/02/2005)   14 anni 21 settimane fa

    Generalmente mi concedo fin troppo spesso di distrarmi da quella traccia
    che porta nel modo piu' diretto e semplice al mio colore puro.
    Ma la montagna e' ri-scoperta di una purezza senza intoppi, senza orpelli e chincaglierie.
    Io fuori asse, nel perenne inciampo, scopro con grande tremore, la forza dell'affermativita'.
    L'odore dell'aria a fine giornata ancorato ai capelli, fra le dita delle mani. Le montagne al rientro… neri relitti su fondo blu.
    agn

  • sa1-2005 gita2: mont de l'arp vieille (20/02/2005)   14 anni 21 settimane fa

    Ma questo bus non puo' salire fino a Bonnes? ma come avevavono detto che... niente da fare ci spariamo il simpatico pendio in ombra a fianco della diga per strada interpoderale innevata ed alla fine raggiungiamo la vera partenza della gita, quella si al sole! ...dove ci aspettano gli istruttori rimasti a sorseggiare cappuccino fino ad un attimo prima del nostro arrivo (bell'esempio). Cosi' si parte ormai in ritardo senza speranza di vetta ma che importa siam qui per imparare e difatti la strada che sale all'alpeggio e' veramente didattica (peccato non avere una motoslitta), in alto il sole si vela e comincia a nevicare leggero ma costante. Ci fermiamo al pianone, 200 metri dopo il bosco. Discesa decente per le poche centinaia di metri che abbiamo percorso e per qualche "taglio" di tornante con poche tracce. La ricerca ARVA mette a lla prova la termicita' dei materiali: fa un freddo becco e tutti trovan l'ARVA in fretta pur di scendere. Insomma a quando una gita con una vetta, magari al sole? A quando poter fare piu' di 3 curve di seguito su un pendio? Non si sa, speriamo che l'oracolo svizzero ci grazi la prossima uscita.
    AT

  • sa1-2005 gita1: pian dei cavalli (13/02/2005)   14 anni 22 settimane fa

    bella!!!

  • sa1-2005 gita1: pian dei cavalli (13/02/2005)   14 anni 22 settimane fa

    comunicazione per il gruppo sei, olimpo degli dei:
    voglio vedervi SFONDARE LA COMUNE CONVINZIONE DI ESSERE SOLO UOMINI....
    agnes

  • sa1-2005 gita1: pian dei cavalli (13/02/2005)   14 anni 22 settimane fa

    La classe 6 (quella della foto) ha gia' preparato un il logo della classe :-)) e pensa al + presto di brevettare il panino cubico!!
    ciau Lau

  • sa1-2005 gita1: pian dei cavalli (13/02/2005)   14 anni 22 settimane fa

    Bellissima gita, con squarci di cielo azzurro tra fiocchi di neve grandi quanto noci e piena di pratiche esercitazioni (1. fare gli ultimi cento metri di dislivello tirando come pazzi per testare la nostra preparazione; 2. preparare il campo di ricerca Arva mentre ancora si sta finendo di mangiare il l'ambito panino; 3. provare a creare, dopo aver studiato durante il corso teorico la "valanga a pera", la mitica "valanga a mela" lanciando un torsolo appunto di mela su un pendio di 45 gradi) e di illuminanti perle di saggezza montanara e sani principi da vero scialpinista quali ad esempio "la traccia e' mia e la gestisco io!!".
    Grazie a tutti, soprattutto agli istruttori (magari se iniziamo ad ingraziarceli evitiamo lo stillicidio di insufficienze a fine gita, vero Rodrigo?)
    Andrea

    La Classe (6) non e' acqua, anzi in considerazione della seratina post lezione teorica .... e' piu' birra!!

  • sa1-2005 gita1: pian dei cavalli (13/02/2005)   14 anni 22 settimane fa

    nonostante il tempo, e' stata una bella domenica grazie all'entusiasmo degli istruttori e dei compagni di scuola.
    se la prossima volta riusciro' anche ad aprire il tappo del thermos, sara' perfetto.
    o.p.

  • sa1-2005 gita1: pian dei cavalli (13/02/2005)   14 anni 22 settimane fa

    Il terzo gruppo e' un raggruppamento di formati e mezzi in bilico nel tentativo, particolarmente esposti all'essere perennemente fuori tempo massimo. Io mi ci riconosco. Io, che sono sempre cinque minuti fa, io che sono nel passato prossimo, che non ho mai aggettivi abbastanza, io li' dentro, con grande sciancamento, mi ci riconosco. La prima gita e' stata una virata improvvisa di approccio: ai miei bimbi insegno con lucida determinazione l'errore, a scrivere storto sulle righe, insegno che i genitori sbagliano, sbagliano i maestri. Il fatto di non cadere, non poterlo fare, mi scuote dentro e mi restituisce violentemente quel nitore che mi manca, che mi rasserena e violenta al tempo stesso. Tutto e' stato particolarmente denso, stare in traccia mi ha commosso, seguire l'andamento e il respiro di persone a me sconosciute, pure.
    agnes

  • sa1-2005 gita1: pian dei cavalli (13/02/2005)   14 anni 22 settimane fa

    Caro Oscar, ho visto un termos ultimo modello veramente incredibile, riesce persino ad aprirsi da solo e a versarsi nel bicchiere!!! a proposito mi ha chiamato il direttore del museo Egizio di Torino che ha visto non so come le foto del tuo termos e sarebbe molto interessato all'acquisto; cosa ne pensi?

    Cribbio!!!(come direbbe qualcuno!), ma abbiamo in squadra (terza) una donna cubo (intesa come donna danzante) dalle capacita' letterarie incredibili!!

    Infine sono molto contento ma proprio contento della mia squadra e degli istruttori, per cui non vedo l'ora di ripartire!!!
    saluti a tutti

    Paolo

    P.S. per Oscar : ho trovato una soluzione per i tuoi rampanti!!

  • sa1-2005 gita1: pian dei cavalli (13/02/2005)   14 anni 22 settimane fa

    Ho visto cose che voi umani non potete immaginare; ho visto sci rompersi alla partenza e rifiutarsi di salire; ho visto allievi mendicare pelli di foca per salire la crosta peggiore; ho visto le orecchie di istruttori fumare; ho visto allievi 'nascondersi' dietro un larice per concimare la montagna; ho visto panini a forma di cubo di 30 cm di lato: pane salame formaggio, vien sete al solo pensiero; ho visto sciatori contenti dopo 700 metri di crosta fetida, ho visto sciatori abbattere compagni, cespugli, alberi; ho visto preghiere alla madonna per i crampi; ho visto tavolette di cioccolato come tavole da surf; ho visto attacchini del 2002 rifiutarsi di stare attaccati a sci del 1920; ho visto togliere gli sci, girarli e rimetterli per fare una curva; ho visto ricerche ARVA di 20 minuti con gente appisolata; ho visto canestrelli uscire indenni dopo ore nello zaino; ho visto allievi che cercano l'ARVA solo se e' al sole (se andate in gita con loro occhio: solo valanghe al sole!); ho visto bambini salire nello zaino di papa' in laghi di sudore; ho visto sciatori contenti dopo 500 metri di crosta fetida e 50 cadute (buon segno?); ho visto guide alpine cacciare sciatori perche' 'la montagna e' mia'; ho visto motoslitte turbare la quiete della montagna; ho visto zoccoli di neve di 30 cm; ho visto pelli attaccate dappertutto tranne che sullo sci; ho visto autisti sbadigliare da Milano a Isola e ritorno; ho visto istruttori senza cibo per penitenza; ho visto che ho finito lo spazio. AT

  • sa1-2005 gita1: pian dei cavalli (13/02/2005)   14 anni 22 settimane fa

    Se con una neve pessima il gruppo 1 si e' divertito cosi' tanto, cosa faremo con una neve migliore? e' vero, che nevica ancora? Ditemi di si'!

    In ogni caso volevo comunicare al mio gruppo -fantastico- che mi piace talmente tanto il corso che vorrei fare gite quasi tutti i giorni... QUASI solo perche' le gambe si rifiutano!

    A domenica,
    ma'ria

  • sa2-2004 gita6: zinalrothorn (16/05/2004)   15 anni 9 settimane fa

    Zinalrothorn, ancora negli occhi il tuo fascino...
    Come commentare 36 ore indimenticabili?
    Sono cominciate passando per un Sempione turgido di neve al sole, la verdissima valle di Briga e la salita a Zinal in un tripudio di colori, luci ed emozioni. La nostra meta ci si e' rivelata li, tra tornanti e verdi alpeggi. Zinalrothorn, un mantello bianco steso sulla spalla di un principe.
    Salita lunga, quasi 5 ore fino alla cab du Mountet per un vallone himalayano. Una cascata di luce e prospettive verticali ci rubano gli occhi. Ci sentiamo dei privilegiati mentre ci si svelano ad ogni passo le vette maestose di un bacino glaciale nascosto ai piu'. Il rifugio e' un balcone sul paradiso. Baciati dal sole attendiamo la cena. L'ultimo saluto del sole e' un arrivederci flambe' che corre da un capo all'altro di questo esclusivo teatro.
    Domenica mattina siamo primi all'uscita dal rifugio. Gli sci di Massimo guizzano rapidi su pendii gelati trascinando Nicola in apnea. L'alba dipinge il cielo a pastelli. Lo sguardo corre dappertutto scodinzolando.
    Guadagniamo dislivello e arriviamo al cospetto uno dopo l'altro dei superbi signori delle alpi, sua Maesta' il Cervino presenta tutte le sue credenziali.
    Quando pero' ci affacciamo sulla cresta vengo come svegliato da un incantesimo: in un istante una bufera di vento e neve ci schiaffeggia con violenza gelida.
    Massimo tira come un trattore e non c'e' neppure il tempo di impressionarsi della verticale di vetro che si inabissa in un dedalo di seracchi quattrocento metri sotto i nostri ramponi. Raggiungiamo la meta e subito via a cercar riparo dal vento selvaggio. C'e' tempo per ondividere le emozioni: "bello, magnifico, spettacolare!". E poi giu', scarichiamo l'adrenalina scendendo allegri come furetti su deliziosi pendii glaciali. E' un trionfo di emozioni fino alla fine.
    Zinalrothorn, proprio il posto dove volevo essere questa domenica...
    Grazie Marco per aver proposto la gita! Peccato che non hai potuto condividerla con noi. Comunque quando vuoi riprovarci chiamami, ci voglio tornare in quel paradiso!
    Mauro

  • sa2-2004 gita6: zinalrothorn (16/05/2004)   15 anni 9 settimane fa

    Spalla dello Zinalrothorn 4017: dall'anfiteatro del Mountet, spettacolare, selvaggio, di una bellezza primordiale, corona di 4000. Valle lunga ma meno massacrante delle attese, sole, caldo, sete. La Nord del Gran Cornier e' solo l'antipasto, Dent Blanche, Obergabelhorn e compagnia splendono ai nostri occhi. Tra montagne e solleone donne in reggiseni neri sorseggiano birra: allucinazioni? No, uomini a torso nudo (meno degni di nota) confermano che la scena e' reale. Scoperto che l'epaule non e' il pollo dello Zinalrothorn, farciti di stanchezza ed aspirina, ebbri di tramonto rosa, dormiamo alla grande. Partenza all'alba, salita per il ghiacciaio molto panoramica, sbucano Cervino e Dent Herens, poi Bianco, Rosa, Oberland, financo il Viso. Deposito sci a 3780, -13°, ma non e' nulla rispetto al vento gelido che ci sferza sulla cresta, un filo di neve molto estetica ed esposta, a sinistra ripidi scivoli ghiacciati decisamente poco invitanti. Raddoppiamo la concentrazione nei passi. Ci fermiamo a 3950 circa alla fine della neve. Roccette coperte di neve, vento, freddo. Guido sale ancora qualche metro, attrezza una corda fissa su un chiodo. Niente, scendiamo. Neve deliziosa nella discesa, solo a tratti troppo dura, esercitazioni sotto il rifugio, recupero da crepaccio, panoramica su come attrezzare soste su neve con piccozza, sci, viti da ghiaccio. Ancora buona neve nella discesa, poi guado, sentiero e lungo falsopiano sino alla meritata birra di fondovalle. Grazie a tutti!!!
    Nicola

  • sa2-2004 gita5: gran paradiso (dal chabod) (9/05/2004)   15 anni 10 settimane fa

    Innanzitutto un bravo a Nicola per averci raggiunto sabato, un saluto ed un augurio di pronta guarigione a Mario ed un saluto anche agli altri assenti.
    Ascensione interrotta proprio sul piu' bello,un vero peccato, decisamente sfortunati, ma e' stato giusto cosi'.
    Il freddo era feroce ed io personalmente penso di aver raggiunto una gradazione di colore molto simile a quella dei Puffi.
    La discesa e' stata davvero molto appagante e anche il tratto finale del bosco si e' rivelato uno spasso unico ma variegato.
    Due giorni come al solito intensi, istruttivi e divertenti anche se i fuori programma non sono sempre facili da affrontare e gestire.
    A tutti noi: ad maiora!
    A tutti gli istruttori:grazie!
    Ilaria.

  • sa2-2004 gita5: gran paradiso (dal chabod) (9/05/2004)   15 anni 10 settimane fa

    Prima (e non ultima...) volta sul GranParadiso. Posto splendido, passaggi in mezzo ai crepacci per me davvero impressionanti!
    La montagna ci ha respinto, ma per questo ora abbiamo una sfida in piu': riprovarci e "sconfiggerla".....magari con un clima un pochino piu' mite.....
    Luisa

  • sa2-2004 gita5: gran paradiso (dal chabod) (9/05/2004)   15 anni 10 settimane fa

    Doveva essere il Gran Paradiso dallo Chabod nella finestra di bel tempo mattutina predetta da un metereologo ubriaco o minacciato da albergatori incazzati dopo il flop pasquale. Il bicchiere a mezzo stimola sempre dibattito, le gite riuscite a meta' idem. Io ritengo sia didattico imparare a tornare indietro, perche' non e' una cosa naturale, va educata, cosi' come il mezzo poldo. Siamo tornati indietro a 3570 nel punto critico del ghiacciaio di Laveciau, dove c'era da slegarsi e fare 20 m ramponi ai piedi per superare la seraccata nel punto piu' agevole. Peccato che ci siamo arrivati nel momento sbagliato, freddo boia (-13° + vento ), visibilita' scarsa tendente allo zero, a star fermi si congelava; mezz'ora dopo si era aperto, un'ora dopo c'era il sole, sempre vento e freddo ma insomma forse saremmo passati, magari arrivando alla schiena d'asino per poi scendere sul Vittorio Emanuele. Invece splendida discesa su neve polverosa, poi un po' di crosta e ravanage finale. Gran bel posto, la mattina al buio tracciamo noi, parecchia neve, crepi e seraccate imponenti, roba seria. Corso quasi dimezzato eravamo 11 allievi e 6 istruttori. Cena abbondante, rifugio carino, ricerca arva di gruppo salendo nel pomeriggio. Un saluto a tutti, in particolare a Mario che si e' rotto una clavicola giocando a calcetto (mannaggia!!). Alla prossima uscita, sperando di chiudere in bellezza.
    Nicola

  • sa2-2004 gita5: gran paradiso (dal chabod) (9/05/2004)   15 anni 10 settimane fa

    Gita fortemente influenzata dalla lezione di Prestera'.
    Le riserve idriche medie piu' che triplicate. A fine gita da un sottofondo dello zaino di Francesca sono uscite tre bottiglie d'acqua.
    Mediocre invece il risultato della esercitazione di ricerca ARVA di gruppo, il nuovo arva di Fabio non risponde ai comandi vocali: 2 vittime.
    Brillante la partenza del gruppo in pole position domenica mattina. Nonostante la marcia strumentale in mezzo alla nebbia e ai seracchi apriamo una pista nella neve fresca fino a quota 3450 dove si consuma il vero dramma della giornata. Un muro di ghiaccio e nebbia ci rassegna alla resa. L'amaro ritorno e' stemperato da plateau vergini perfettamente dipinti dalle pennellate dei nostri cristiania. Jaqueline litiga con gli sci ma non perde il buon umore. Piu' avanti una crosta maledetta e vigliacca ci costringe a numeri da circo. Il momento piu' pericoloso lo passiamo nella discesa a piedi per un muro di muschi e rocce levigate. Gli istruttori invece il momento piu' difficile lo affrontano al bar nel giro dei commenti di fine gita. Ma alla fine tra birra lardo e pane nero riconciliamo le delusioni e progettiamo gite ancora piu' ambiziose. Bravi tutti
    Mauro

  • sa2-2004 gita4: dome de chasseforet (25/04/2004)   15 anni 12 settimane fa

    Dome de Chasseforet 3586, parco naturale della Vanoise, Francia.
    Auto a 1350 nel bosco. Pas de neige, sci spalleggiati sino a ca. 2000, poi saliamo piu' alti del sentiero a disegnare una traccia piu' lunga ma sicura di accesso al rifugio. Qualche ravanage tra cenge, canaloni e neve molle. Rifugio solo per noi tranne qualche francese. Ottima birra e cena, cuccette carine, meno l'odore proveniente dalle latrine. Fontana con acqua di sorgente. In serata nebbia e nuvole, alle cinque del mattino stellata, non tanto freddo ma neve dura. Partenza con la frontale, rampant, canalino piu' ripido, sbuchiamo sul ghiacciaio quanto il sole tinge di rosa le vette. Sul ghiacciaio ci leghiamo, molta neve, pochi crepi, qualche seracco. Meno tormentato della descrizione. La Dent de Parrache' salendo svela le sue forme, bellissima montagna. Larghi spazi sino al colle, da cui senza storia in punta con gli sci. Panorama a 360°, splendido e da insolita prospettiva ai nostri occhi. Discesa rapida e molto bella sino all'imbocco del ghiacciaio, poi lunghi traversi, un forno di neve molle e pendii infidi, il gruppo si fraziona in due, i pareri talora divergono, fatica per chi traccia, poi troviamo neve piu' trasformata e finalmente ne usciamo. Ancora qualche bella curva, e dopo un test di serpentina sul prato rimettiamo gli sci sullo zaino, felici di avere scambiato la ricerca arva per esercitazioni di mezzi poldi nella gradevole location del boschetto delle auto.
    Ottima gita, ambiente selvaggio.
    Nicola

  • sa2-2004 gita4: dome de chasseforet (25/04/2004)   15 anni 12 settimane fa

    Splendida gita quella che ci ha visto impegnati in questo weekend francese!
    Di che cosa ci si puo' lamentare?!...probabilmente solo della puzza indescrivibile
    che dalle latrine del refuge de l'arpont giungeva alle nostre narici proprio dall'ora di cena!
    A parte questo piccolo inconveniente pero', penso che i due giorni non sarebbero potuti
    andare meglio.
    non ho parole per descrivere l'itinerario (davvero splendido) quindi
    non ne parlero'.
    Posso invece dire qualcosa su cio' che, a mio parere, questa gita ci ha dato.
    Mi sembra che questi due giorni hanno dimostrato la forza del nostro gruppo:
    non penso sia facile arrivare in 25 persone eterogenee tra loro,dopo un dislivello non indifferente e su terreno non facilissimo,
    in cima ad una montagna alta 3586 metri.
    Per non parlare poi dei tratti sci in spalla e di quelli con neve marcia che avrebbero sicuramente scoraggiato
    altri scialpinisti piu' raffinati o meno allenati che dir si voglia.
    Dunque se qualcuno aveva ancora dei dubbi sulle nostre potenzialita' penso che ora puo' stare sicuro...
    Adesso una lunga traversata in quota con pernottamento a 3160 e poi il famigerato 4000!
    Forza ragazzi che il bello ci aspetta!
    Mario

  • sa2-2004 gita4: dome de chasseforet (25/04/2004)   15 anni 12 settimane fa

    Postilla.
    Non e' un'OSA, neanche stiracchiando la valutazione. Nel briefing collettivo post-gita ci siamo detti BSA come valutazione complessiva: nessun pendio oltre i 30°, parte alpinistica limitata al ghiacciaio ma senza mai usare piccozza e ramponi; certo la vastita' del plateau glaciale lo rende pericoloso in caso di scarsa visibilita', la delicatezza dei pendii sotto il lago richiedeva attenzione e pazienza nell'indovinare la traccia migliore e rispettare le distanze, ma sempre di BSA si tratta.
    Saluti a tutti.
    Nicola



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