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  • sa1-2009 gita5: forcella roa, traversata f. sielles (22/03/2009)   10 anni 14 settimane fa

    Sabato: orfani del Diretu'r, che e' rimasto a casa con la tosse, si parte da Milano con calma (troppa: 8.30), per affrontare un viaggetto di appena quattro ore. Alle 13, un po' frullati e impigriti, siamo tutti al ritrovo alla base della funivia di Santa Cristina in Val Gardena. La destinazione e' il rifugio Fermeda (2110 m.) lungo le piste da discesa. La salita e' dolce in mezzo al bosco, e arrivati alla quota prestabilita in cui l'impluvio si apre a ventaglio sulle Odle, ci fermiamo per un aggiornamento didattico (simulazione ricerca vista/udito, e maglia larga e stretta con le sonde). Trasliamo mantenendo la quota di un chilometro e mezzo verso il rifugio, preceduti da un tramonto dai toni seppia, e avvistando qua e la' selvaggina a quattro zampe intenta a curiosare, in mezzo alle radure del bosco e lungo le creste innevate. Cena poco altoatesina e molto da surgelatore, tiramisu' ! (...invocazione alla risalita), caffe' e molteplici ammazzacaffe' a sfuocare gli schizzi di rotta e i gradi di pendenza. Un divertente e 'romantico' duetto tra Sergio e Ruggero conclude la serata, e poi a nanna (che dormita!).

    Domenica: il risveglio ci svela un mondo da sogno. Un panorama di panna montata e croccantino circonda il rifugio ad ogni azimut, con un sole che promette bene. La partenza e' programmata per le nove, affinche' la neve, che e' particolarmente dura, abbia il tempo di smollarsi un po' prima di arrivare agli irti pendii che conducono alle forcelle. Il sole non demorde e la neve cede al passo di fisarmonica che a suon di perteghette riduce le pendenze. Ecco la forcella, una piazzola fra due torri, dove il vento non ha mai sosta, che ci ospita giusto il tempo di convertirci alla discesa. E via col naso in giu', gustandosi ognuna delle quattro curve che ci riconducono troppo, troppo in fretta al pianoro. Si ripella, per un'altra forcella. Giunti in forca, il tempo di una banana, e poi di nuovo giu', per il muro crostoso, per dossi e canali con neve rimaneggiata, fino al fondovalle. Rapido (si fa per dire) giro di ricerca singola con marcatura di due 'travolti', e dopo una breve sosta per rifocillarsi, si riparte per guadagnare il giaciglio che e' quasi mezzanotte. Giornata formidabile. Weekend memorabile. Grazie a tutti.

    Davide

  • sa2-2009 gita1: piz tarantschun (15/03/2009)   10 anni 15 settimane fa

    Due belle gite come inizio di corso. La prima sabato alla cima ad est del Piz beverin. La seconda al Piz Tarantschun. Prima giornata molto calda e senza una nube, seconda con nubi nebbia e squarci di sole.

  • sa1-2009 gita4: dormillouse (8/03/2009)   10 anni 16 settimane fa

    E infine compatti giunsero alla meta...

    Credo di parlare a nome di tutta la squadra 9/bis (non siamo un autobus...) che, tra sole, polvere, rifugio (compreso il responsabile delle piste li' vicino, in realta' un veterinario...) e ambiente, ce la siamo davvero spassata !
    E un ringraziamento particolare al Giangi e all'Aurelio.
    Alberto si rosichera', credo....

    Marcel

  • sa1-2009 gita4: monte de l'arp vieille (8/03/2009)   10 anni 16 settimane fa

    A parte quel vento maledetto che poi finalmente si e' placato e' stata proprio una bella gita. Visto il "dislivello limitato" siamo stati costretti a partire direttamente dall'albergo, se no era troppo facile... ora siam pronti ad affrontare le ultime due uscite che ho sentito saranno dei BS (non di piu' se no e' SA2) sui 2000m di dislivello...
    Maurizio

  • sa1-2009 gita4: monte de l'arp vieille (8/03/2009)   10 anni 16 settimane fa

    Bella gita (nonostante qualcuno non sia arrivato fino in cime)...
    le prossime potrebbero esser fatte anche con partenza senza neve e sci in spalla!

  • sa1-2009 gita4: monte de l'arp vieille (8/03/2009)   10 anni 16 settimane fa

    Bella gita (nonostante qualcuno non sia arrivato fino in cime)...
    le prossime potrebbero esser fatte anche con partenza senza neve e sci in spalla!
    Davide

  • sa1-2009 gita4: monte de l'arp vieille (8/03/2009)   10 anni 16 settimane fa

    Finalmente una gita impegnativa!
    Non erano i 1450m di dislivello, l' averli fatti con vento forte contrario dopo che il giorno prima ne avevamo fatti 500 di preparazione a renderla impegnativa, ma piu' che altro 150 crono-scalatori incazzati che ti sfrecciavano in su e in giu'!
    Che andassero a battere da un'altra parte!

    Cmq max divertimento e posto veramente bello.
    Ecco qualche foto!

    http://picasaweb.google.it/emanuelegallone/ArpVieilleValgrisenche?authke...

    Alla prossima.
    Emanuele

  • sa1-2009 gita4: monte cusna (8/03/2009)   10 anni 16 settimane fa

    Bellissima salita in cresta con variazione traccia del grande Checco, con viste spettacolari sulle alpi apuane fino al mare. Magnifica discesa con prima parte in polvere. Non credevo ai miei occhi ed e' stato un bellissimo week-end, con gran finale di gnocco fritto.... Andrea

  • sa1-2009 gita4: monte cusna (8/03/2009)   10 anni 16 settimane fa

    Sabato: dopo un viaggio interminabile, breve dislivello per esercitazioni varie (voltamaria sugli specchi, profilo in ombra a -5°C con surgelamento degli astanti, arva ai limiti del bosco in neve crostosa). Cenetta a base di azimut al sugo e schizzi di rotta alla griglia. Notte pressoche' insonne, con accompagnamento di fiati e ottoni, e assoli di corni e cornamuse....
    Domenica: la giornata e' spettacolare, non c'e' una nuvola nemmeno a cercarla col binocolo.
    Dopo un breve tratto in macchina dall'ostello, si inizia la salita dal rifugio monte orsaro, lungo la forestale battuta dalle motoslitte. Affiorati dal bosco di faggi, si segue la traccia sullo spallone nord con neve farinosa e vento sostenuto da ovest (profuma di mare), che ora ci contrasta, ora ci sostiene nell'ostinato zigzag verso la cima, dove ci attende un panorama mozzafiato: dal mare alle alpi innevate in un solo colpo d'occhio.
    Discesa dalla pala est su neve farinosa da urlo, e poi giu' lungo il fosso del prassordo, controllati a vista dal monte cimone, una perfetta piramide bianca. Ripellati gli sci, riguadagnamo la forestale per esercitazione barella. Un'avventura, soprattutto per i "feriti" legati come arrosti ai propri sci (chi addirittura a testa in giu' !!!) e sballottati da improvvisati barellieri ubriachi lungo il sentiero nel faggeto. Prova arva come di consueto, e di corsa al tanto agognato gnocco fritto annegato nella birra. Weekend memorabile...
    davide

  • sa1-2009 gita2: punta di larescia (15/02/2009)   10 anni 19 settimane fa

    Come prima vera uscita del corso (Senza togliere nulla alla gita sul ghiacciao Paglietta della scorsa settimana) e' stata veramente piacevole.

    Bella giornata, bel tempo e bella compagnia.

    Incredibilmente siamo riusciti a raggiungere la vetta (forse anche grazie alla classe 1 che, arrivata alla 2' capanna, ha supplicato il direttore di lasciarci proseguire il nostro verso gli 8.000).

    Ringrazio gli istruttori sempre fintroppo pazienti noche' clementi e i compagni che per rimanere nel gruppo di quelli allenati hanno sputato sangue negli ultimi 400m.

    Emanuele

  • sa1-2009 gita2: punta di larescia (15/02/2009)   10 anni 19 settimane fa

    Punta Larescia, ho scoperto lo sci alpinismo. Leonardo ha avuto un approccio didattico che ho trovato personalmente molto utile, ci ha fatto ragionare sulle condizioni meteo, nivologiche, e sulle tecniche man mano che salivamo e che scendavamo. Grazie a lui, all'ottimo Ivan che ha mantenuto la squadra compatta e ci ha fatto arrivare tutti in cima e ovviamente ai mitici della squadra 4. Fede

  • sa1-2009 gita2: punta di larescia (15/02/2009)   10 anni 19 settimane fa

    Ecco le foto dall'ottica degli Snowboarders!!!

    http://picasaweb.google.it/emanuelegallone/20080215PuntaLaresca#

  • sa1-2009 gita2: punta di larescia (15/02/2009)   10 anni 19 settimane fa

    Lascio anch'io la mia piccola traccia nella storia del gruppo prima di dover abbandonare per manifesta inferiorita' atletica rispetto a tutti gli altri partecipanti della scuola. Propongo un cambiamento di nome da SA1 a SAGA1, acronimo di Sci Alpinismo Gente Allenata.
    Intendiamoci, non ero cosi' sprovveduta da non immaginare che fosse uno sport molto faticoso, e che avrei avuto difficolta' sia in salita sia in discesa, ma speravo che ci fosse qualcun altro al mio livello di allenamento. Invece, cito mio cugino Fabio, vostra guida, ho beccato un gruppo di gente in gran parte molto giovane e particolarmente prestante (o me lo dice solo per consolarmi???). Invidio quindi chi oltre alle gambe ha anche il fiato, cioe' piu' o meno tutti, e seguiro' le vostre prodezze da lontano, manifestando la mia presenza alle lezioni di teoria, che sono uno dei motivi per cui mi ero iscritta. Mi interessano tutte e parecchie nozioni possono servire in montagna anche facendo altre attivita' meno impegnative. Sono comunque contenta di cio' che ho fatto fin'ora, incluso aver passato la selezione e la giornata con il maestro, 7 ore sotto una nevicata potente ai Piani di Bobbio. Ho inoltre avuto la conferma che nei decenni passati avevo fatto benissimo a non aggregarmi a gruppi di amici gia' capaci, allenati e senza guida, che se ne andavano sulle cime. Improponibile improvvisare uno sport come questo. Grazie a tutti i membri del gruppo 5 e ai miei istruttori (Ivan compreso) per la pazienza.

    Elena Gruppo 5 - Drop out affranta

  • sa1-2009 gita1: monte paglietta (8/02/2009)   10 anni 20 settimane fa

    Come prima uscita promette bene, sopratutto sull'ora della sveglia...
    Come neve (Vista l'esposizione e la bassa quota) non ci si poteva aspettare di meglio e anche qui ci sono buone prospettive per quest'anno...

    A domenica allora!

  • sa2-2008 gita5: da zinal ad arolla (26/04/2008)   11 anni 9 settimane fa

    complimenti a tutti per la bella chiusura del corso.

    traccia della gita:
    google earth

  • sa2-2008 gita5: da zinal ad arolla (26/04/2008)   11 anni 9 settimane fa

    L'ULTIMA VETTA
    Narrero' le gesta di uno scarso manipolo di eroi o, a detta dei maligni, di un eroico manipolo di scarsi. Laddove realta' e mito si sposano a far nascere la leggenda, noi ci siamo recati tre giorni a scrivere pagine indelebili della storia della Righini.
    Nessuno dimentichera' mai il profilo fiero del Cervino, ne' il tramonto infuocato sui ghiacci del Dent d'Herens e tanto meno l'infinita estenuante traversata fatta per raggiungerli.

    Partenza giovedi' sera per chi ha trovato ospitalita' da Cesa a Crans Montana (grazie Paolo!), ritrovo in un parcheggio (chiuso, Gianfranco alza le barriere a mano e ora pare che alla dogana compaia la sua foto fra i most wanted ricercati) alle 9,00 di venerdi'…naturalmente riusciamo ad arrivare in lieve ritardo pur avendo dormito a 20 minuti di distanza, ma a nostra parziale giustifica, benche' la svizzera sia il paese delle banche, trovare un bancomat funzionante e' quasi impossibile.
    Abbandoniamo le auto e assaltiamo il postale, tra l'immensa gioia dell'autista e di una coppia di pensionati intimoriti da tanti italiani brutti cattivissimi e armati di piccozze. A meta' tragitto il fatal Pecchio mi domanda beffardo se ho portato il casco…un fulmine a ciel sereno, l'ho scordato in auto…NOOOOOOOOOOO!!!!
    E il mio, ci tengo a precisare, NON e' un comune caschetto della Vespa, e' un fedele alleato a cui voglio bene come, se non piu', al figlio che non ho, il cui peso e ingombro non mi danno il minimo fastidio, bensi' mi infondono forza e coraggio garantendomi protezione, non falsa sicurezza.
    E poi insomma, sono (saro') ing e mi proteggo la testa, fossi una mignotta, mi proteggerei il culo!
    Ci fermiamo a Zinnal, un ameno paesino sul fondovalle e, ancora ottimisti sul futuro prossimo, iniziamo la scammellata, 10 km per 1200 m di dislivello fino al rifugio. Avvicinamento molto tranquillo, c'e' la possibilita' di chiacchierare e di osservare le morene che franano di continuo. I gruppi procedono vicini, ritrovo Leonardo e il suo leggendario spacco dei pantaloni con cui si vocifera abbia adescato decine e decine di allievI nel corso degli anni e conosco Riccardo, che con la sua abbronzatura caraibica ha sedotto l'intera componente femminile della truppa.
    Quando ormai abbiamo in vista il rifugio e mancano solo 200 m, crollo, come pochi hanno visto perche' ero gia' in fondo, non so perche' ne' per come (forse, come dice Antonio, la mia ricetta salina garantita per 1000 m/h mi ha un po' appesantito), fatto sta che in pochi minuti perdo completamente il fiato, le gambe, e la testa. Colgo l'occasione per ringraziare ancora i miei tre angeli custodi, Nicola, Irene e Leonardo che mi hanno assistito e accompagnato durante la lunghissima e lentissima conquista del rifugio, avvenuta con due ore di ritardo rispetto al gruppo. Con modestia si sono gia' scherniti e forse e' vero che molti, di certo non tutti, al loro posto si sarebbero comportati allo stesso modo, ma nel momento di difficolta', sapere di potersi affidare completamente alle mani di amici, e' una sensazione indescrivibile, una prova d'affetto senza pari che fa ritrovare la fiducia verso il prossimo.
    Cena, schizzo di rotta e subito a letto.

    Mi sveglio bene, per fortuna, e, come d'accordo, provo a salire tranquillo con una cordata lenta (appositamente per me) e collaudata: Irene e Nicola, il quale mantiene un ottimo ritmo costante e con mio grande sollievo mi rendo conto di essermi ripreso dagli svarioni del pomeriggio precedente pur non essendo al massimo della forma.
    Il Cervino di certo fa la sua parte, illuminandoci d'immenso con la sua visione appena raggiunto il Col Durand.
    Sempre gradito il ripellaggio (primo di giornata), lieve risalita e discesa pessima per il primo tratto, fantastica su firn in una serie di 'half pipe naturali' verso la fine.
    Secondo ripellaggio ed ennesima scammellata…parto di gran lena dietro a Bez, ma poi rammento di non avere alcuna fretta ne' la minima voglia di faticare piu' del necessario, quindi rallento fino a farmi superare da tutti, francesi inclusi, e arrivare ultimo, posizione a me assai piu' consona.
    Ora di riposo, poi esercitazione di risalita con nodi autobloccanti, lunga ed estenuante, fra l'esaltante prestazione di Giovanni che vola sui Prusik e le un po' meno esaltanti prestazioni di noialtri che bene o male quasi tutti raggiungiamo la cima del masso-crepaccio. Da segnalare la fiducia che Giuliana ripone in Franco (meno male che c'e' lui, se no in questi commenti non avrei nulla da scrivere), il quale, al momento di assicurarla per la discesa, si sente ripetere fra le 15 e le 18 volte di non fare scherzi e mollare piano, esasperato al punto che, quando infine si e' lanciata, aveva gia' in mano il coltello pronto per tagliare la corda.
    Cena svizzera: per qualche curioso und ignoto motivo servono prima la salsa di pomodoro e poi, separatamente la pasta con ragu'…senza pomodoro! L'avessi saputo li avrei mescolati io. Sono due giorni che mi sforzo di ricordare con quali massime chi ha deliziato Antonio durante la cena ma ho una sorta di amnesia. Rammento invece il desiderio di Umberto di approcciare la ragazza del rifugio, ma anche lei ha occhi solo per Riccardo, il cui volto dopo due giorni di sole ormai emette luce propria, e' visibile anche al buio e a decine di metri di distanza, nella notte sara' l'unico a non necessitare di torcia frontale.
    Piango il mio quarantesimo franco svizzero per acquistare acqua naturale, breve ma accurato (?) schizzo di rotta e via a dormire.
    Prima di infilarmi nel sacco letto salto i preliminari controlli delle vesciche e passo direttamente al conteggio delle dita che non sento piu' da ore…due…cinque…sette…dieci, ci sono tutte, posso dormire tranquillo.

    Sveglia alle 4.45, mi alzo e sbatto la testa contro il soffitto pendente, mi volto a sinistra e mi sfascio un gomito contro il bordo del letto…se il buon giorno si vede dal mattino!
    Partiamo alle prime luci, e piu' dei volti ricordo spezzoni di dialoghi:
    'Qualcuno mi ha rubato la piccozza' (io me meco medesimo)
    'Toh, guarda Simone nella cordata delle gnocche' (Frank)
    'Potremmo far gara a chi ha le calze piu' puzzolenti' (Maura)
    'Carlo e' mio!' (Leonardo)
    Sulla salita c'e' poco da dire, abbandono il trio rallystico del primo giorno Gianfranco-Stefano-Ivan per ritrovarmi con Irene e Giuliana, prima di cordata che tira piu' di loro e mi traina in cima in brevissimo tempo, alla facciazza di chi rideva della nostra cordata e di chi (io per primo) mi vedeva gia' ritirato venerdi' sera.
    Foto di rito in vetta, linguaccia a Franco perche' sono salito prima di lui e intendo farglielo notare e pesare il piu' possibile.
    Discesa su crostone duro e crudo prima, breve ripellaggio grondanti di sudore e bella discesa su firn misto pappa fino ad Arolla dove autisti e passeggeri si divideranno e ricongiungeranno in un paio d'ore.
    Solo in auto, mentre scendiamo a valle, apprendo da Klaus che in realta' non ci stiamo dirigendo verso un ristorante cinese, ma che la falsa informazione era solo un astuto e perfido piano del sergente per far serpeggiare malcontento…a me in realta' il cinese non sarebbe dispiaciuto, anche se ho notato un diffuso pregiudizio nei confronti degli orientali e della loro cucina.
    Al ristorante infine nulla da segnalare, se non l'eccezionale appetito di Klaus che divora qualsiasi cosa gli passa sotto il naso, arrivando a sostenere la commestibilita' dei cestini in vimini dei grissini.
    Commiato e congedo a tarda sera. Mesto rientro in citta'

    In conclusione di questo SA2, sono fiero di aver conosciuto tanti uomini, e una ragazza, diversi nella vita ma uguali negli ideali di altruismo, generosita', rispetto nei confronti del prossimo e della natura. Ho imparato molto da ognuno di voi e sono davvero felice di aver condiviso tanti bei momenti.
    Sono certo che prima o poi avremo ancora occasione di ritrovarci a camminare insieme, fianco a fianco, con un gran sorriso sul volto e la pace nel cuore.

    Simone

  • sa2-2008 gita5: da zinal ad arolla (26/04/2008)   11 anni 9 settimane fa

    Dopo il come-sempre-fantastico intervento di Simone ( insisto nel dire che e' l'unico ingegnere dal volto umano che ho conosciuto alla Righini) il mio risultera' parecchio insignificante. Pero' vorrei davvero ringraziare tutti, allievi e istruttori, per i bei ricordi che questo SA2 mi ha lasciato, sperando che siano i primi di molti altri che passeremo insieme. Splendidi posti e momenti divertentissimi (non riesco nemmeno a contare le battute di Antonio che ancora mi fanno morire dal ridere) conclusi con il fantastico giro Zinal-Arolla…ottima scelta del diretur!! Come unica ragazza del corso posso dire di aver imparato cose inquietanti sugli uomini scialpinisti: per esempio che i loro calzini arrivano a puzzare come nemmeno immaginavo (non so perche' mi vengono in mente Carletto e Umberto) e che amano narrare le loro imprese compiute nel bagni dei rifugi anche piu' di quelle compiute sulle vette…a parte gli scherzi, grazie a tutti!!adesso attendiamo con ansia le varie cene (dopo la fatica e' giusto recuperare energie) e sappiate che mi presentero' solo con torte fatte in casa, anche se stranamente incartate in confezioni mulino bianco!!
    Giuliana:-)

  • sa2-2008 gita5: da zinal ad arolla (26/04/2008)   11 anni 9 settimane fa

    Che dire, un grazie a tutti, allievi e istruttori per le belle gite e per la compagnia ottima. Un grazie particolare a Gianfranco, a Coppadoro, al sergente Pecchio e a Fossati.
    Questo SA2 e' stata una base ottima per re-imparare i valori della montagna, erano anni che non andavo in montagna cosi, spero che questa bella avventura sia solo l'inizio di molte altre con tutti voi.

    foto e commento gita
    http://klausblogs.blogspot.com/2008/04/zinal-col-durand-tte-blanche-arol...

  • sa1-2008 gita6: glatten (20/04/2008)   11 anni 9 settimane fa

    La traccia della gita
    Traccia KML (Google Earth)

  • sa1-2008 gita6: glatten (20/04/2008)   11 anni 9 settimane fa

    Doveroso iniziare con i complimenti a tutti coloro che hanno organizzato questa bellissima gita in un posto veramente incantevole con una discesa veramente suggestiva; finalmente la Dea bendata ci ha baciato omaggiandoci di condizioni meteo ideali. Doveroso direi visti i precedenti!!!

    E pensare che per il sotto scritto le cose si erano messe malissimo: padrino di una bella bimba innocente inconsapevole delle mie frustrazioni (non e' rimasto nulla delle unghie delle dita delle mani divorate al pensiero di dover saltare l'ultima gita) ad un battesimo creduto erroneamente la Domenica poi scoperto miracolosamente essere il Sabato mattina; partenza 'in solitaria' a fine cerimonia ed ubriaco dal post rinfresco alle 15:00 del pomeriggio; 22 Km di coda sulla Milano Laghi con 1h di ritardo sulla tabella di marcia; fede ostinata nel proprio navigatore satellitare il quale mi fa fare una strada differente da quella indicata da Pietro nella e-mail (tanto ho il navigatore...che mi frega delle indicazioni di Pietro ??? Figurati l'avessi lette almeno una volta) per raggiungere l'albergo passando da un passo di montagna ritrovandomi davanti all'imbocco di una galleria ostruito da una valanga di neve (miticoooo!!!!!); tentativi di comunicazione con il mio 'maccheronico' inglese con uno svizzero di lingua tedesca per cercare di capire la mia 'posizione' preoccupato di non riuscire a portare a Francesca e Sara la Raspatura Lodigiana reperita fresca, fresca il sabato mattina al mercato delle 8:30 del mio paesello; ritrovo della retta e giusta via alle 19:15 con discesa in fondo valle (imperterrito il TomTom continuava ad indicarmi 'rotta errata, inversione di marcia il prima possibile'' ) ed imbocco della vallata corretta; finalmente arrivo all'alberghetto alle 20:15 in grande ritardo con una fame boia: un grazie sentito a tutti i miei compagni per avermi aspettato per fine cena compatti!!! Lode particolare alla cuoca del 'Schwarzenbach' per una pastasciutta al ragu' eccezionale ed abbondante.

    Dopo aver fatto lo schizzo di rotta alle 22:00 eravamo tutti a nanna…sembra incredibile ma alle 06:15 del mattino eravamo gia' tutti con giaspole, sci pellati ai piedi e prova ARVA eseguita.

    Giornata fantastica, neve non faticosissima, ambiente alpino stupendo, compagnia ottima e Pietro che sostenendo di essere stanco continuava a salire al ritmo di 500/600 mt ora: alla faccia!!! Massima soddisfazione per la conquista della vetta e discesa da libidine; ricerca ARVA in neve ' molto rotta simil valanga' per il sotto scritto un dramma: ruzzoloni, sonda piegata a mo' di banana, pala a tracolla che pendolava da tutte le parti…lascio il giudizio a Pietro e Francesco. Abbiate compassione!!!

    In conclusione che dire, dovevamo proprio arrivare all'ultima gita per raggiungere fieramente la vetta coronando la fatica con una bella e sana 'surfata'…e con tanto di brindisi in cima!!! Se non ci fossero gli snowboardes a rallegrare le giornate, tutto sarebbe triste e grigio: sara' forse per questo che ci vogliono?!?!? A tutti coloro che mi hanno chiesto sorridendo il perche' non avessi portato nello zaino un Magnum da 3 litri al posto di una bottiglia da 1.5, ufficialmente rispondo 'che non ci stava'…ed e' la verita'!!! Stavolta e' stato tutto bellissimo…

    Per me e Stefano, snowboardes della classe 2, un rammarico sincero: non aver potuto condividere tutto cio' insieme a 'Nonno Aldo' che speriamo di ritrovare in future altrettanto bellissime gite!!!

    Ciao ed un grazie a tutti per questo bellissimo corso, non poteva esserci gita finale migliore
    Mario

  • sa1-2008 gita6: glatten (20/04/2008)   11 anni 9 settimane fa

    Catastrofica Sara :-))

  • sa2-2008 gita4: piz buin (20/04/2008)   11 anni 9 settimane fa

    Allora innanzitutto un mea culpa di tutti gli errori commessi nel week-end…e' un lungo elenco:
    - Montaggio errato degli sci sullo zaino (2 volte in 2 modi)
    - Indosso l'arva in posizione errata
    - Attacco lo scotch sulle pelli in posizione errata
    - Non ricordo cos'e' il gradiente
    - Non ho la bussola
    - Sbaglio in un sol colpo azimuth, localizzazione e pronuncia del Piz Champatsch
    - Confondo il rifugio con un grosso masso
    - Fatico a montare i rampanti
    - Sbaglio azimuth (ancora!)
    - Non riesco ad aprire le ghiere dei miei moschettoni
    - Procedo in modo errato coi ramponi in discesa (probabilmente anche in salita, ma nessuno me l'ha fatto notare)
    - In discesa mi lego ad una corda che finisce nel nulla (fortuna che c'e' Coppa che pensa a me!)
    - Non ricordo come si fa un paranco

    Ok, e ora la recensione.
    Partenza in tarda mattinata da Guarda ['guarda com'e' bella Guarda' (Coppa)], qualche minuto a piedi prima di raggiungere la neve, e lungo ma comodo tragitto per arrivare al rifugio, interrotto da una piacevole esercitazione sulla costruzione del paranco. Interessante e utile quanto complicato, il paranco e' una struttura mistica in grado di liberare i migliori e peggiori istinti degli individui che partecipano al suo montaggio. Da segnalare il tuffo, un triplo carpiato, voto medio della giuria 7.5, di Carlo che fa volare Giuliana per diversi metri provocando una reazione a catena. Zucchero, ci manda tutti in sollucchero provocando la nostra dolcissima fanciulla e ricevendo indietro un nuovo fantastico soprannome che vale piu' di mille cinghiate.
    Rifugio molto bello, proprio svizzero con tutte le cose al loro posto. Cena sfortunatamente anch'essa svizzera, ma animata da una fitta discussione sui migliori bordelli, scusate, night, di Amsterdam con protagonisti un informato Rudy e un interessatissimo (troppo) Umberto, tra l'entusiasmo goliardico generale e il primo silenzio a memoria d'uomo di Giuliana, giustificato da un 'la carne e' debole, non ho niente da dire'. A proposito, per la festa di fine corso, abbiamo gia' il prive' riservato!
    Nella notte clima tropicale, caldo umido, specialmente ai piani alti.
    Partenza all'alba, sveglia un po' prima, colazione migliore della cena, ma non di molto. Antonio e' il primo a sentirne le conseguenze, e con grande gentilezza ci avvisa tutti che ha intenzione di attivare a breve il post-bruciatore alimentato da un mix di spezzatino e muesli, consigliandoci una distanza di sicurezza di almeno 300 m per non inalare i residui di combustione.
    Salita rapida fino al laghetto senza nome, proseguiamo con piu' calma sui tre ghiacciai sconfinando in Austria attraverso la Fuorcla del Confin e lasciamo gli sci 200 (?) metri sotto la vetta.
    Proseguiamo lentamente per lasciare il tempo agli istruttori di fissare le corde, e per qualche motivo ignoto piu' rallentiamo piu' mi affatico, fino al punto in cui quasi stramazzo al suolo e Rudy, che ringrazio ancora, non so se mosso da un'incredibile generosita' o soltanto da pieta', mi trascina su a forza tirandomi con l'imbrago, in puro style Lopsang-Pittman.
    Vetta conquistata, scendiamo rapidi per consentire alla folta mandria di alpinisti svizzero-austro-ungarici di salire, sfruttando anche le nostre corde e facciamo pausa al bivio canalino-traversata.
    La scelta di affrontare il canale piuttosto che ripellare e' stata troppo facile, considerato l'intenso desiderio di faticare ancora che provavo, e quindi canalino fu, assieme ai prodi Carlo e Ivan e a parecchi istruttori. Primi 30 metri durissimi, quasi ghiacciati, li scendo di culo…letteralmente, volo a terra appena tento di curvare e scivolo non proprio dolcemente fermandomi a 20 cm dagli istruttori che ci attendevamo per frenarci. Per frenare tutti tranne Carlo, ovviamente, la sua picca modello Lancillotto in quella situazione era un'arma letale per chiunque si fosse interposto al suo cammino.
    Scendiamo con qualche minuto di anticipo sul gruppone fino a valle per ripetere l'esercitazione paranco, tocca a Klaus, con una difficolta' in piu': e' Astrid a simulare la caduta, sotto minacce irripetibili nel caso non preservasse la sua incolumita'. Incolumita' pericolosamente minata nel finale quando ri-cade perche' nessuno ha tirato la corda nella piastrina, e qui mi sento un pochino responsabile...ero l'unico in zona piastrina ma momentaneamente distratto…solo un secondo eh!
    Discesa tranquilla fino in paese.

    In conclusione, bella gita, ma io non faccio testo perche' mi diverto sempre, attendiamo ora il gran finale!

    http://www.flickr.com/photos/57198859@N00/

    Simone

  • sa1-2008 gita6: glatten (20/04/2008)   11 anni 9 settimane fa

    Volante 1 - Volante 2 a centrale:

    il gruppo e' piccolo, gli allievi mormorano: "Non c'e' il direttore, c'e' il sole e siamo arrivati in vetta."
    Le malelingue piu' ardite si spingono fino a tacciare che il direttore sia nivo-meteorologicamente infausto.
    Il corpo istruttori si stringe compatto a difesa del proprio superiore ma l'incontrovertibile tangibilita' dei fatti lo rende scarsamente difendibile.
    Uniti fino alla fine!

    Volante 1 - volante 2 a centrale: fine delle trasmissioni

  • sa2-2008 gita4: piz buin (20/04/2008)   11 anni 9 settimane fa

    bella gita. Un po' affollata la cresta ma con discesa di soddisfazione.
    Tre momenti topici:
    1- all'imbocco del vallone chiedo a Rudy e Simone la nostra posizione... cambia ogni volta che giro la carta :-(
    2 - Rudy che tira per gli ultimi metri Simone fino in vetta
    3 - Guardando dall'alto il canale della Furcla Buin: Klaus dice "io scendo dall'altra parte, con Giuliana"; Simone dice, allacciandosi stretto il cascetto della Vespa che porta in gita "per me non c'e' problema, me lo faccio".

    traccia Google Earth

    foto 1

    foto 2
    foto 2

    relazione su camptocamp.org

  • sa2-2008 gita3: becca d'oren (6/04/2008)   11 anni 11 settimane fa

    Here i am, obrigado pra tudo, Nicolino

    http://www.flickr.com/photos/57683563@N00/



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