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Commenti recenti


  • sa2-2005 gita3: pizzo tresero (23/04/2005)   14 anni 4 settimane fa

    E cosi' abbiamo "conquistato" anche il Tresero! Gita molto bella con un sole abbagliante, che, complici anche le corde, ci ha fatto un po' soffrire sul pendio finale.
    Bella e partecipata anche la festa dei 40 anni della scuola!
    Alla prossima
    Luisa

  • sa2-2005 gita3: pizzo tresero (23/04/2005)   14 anni 4 settimane fa

    o

  • sa2-2005 gita2: monte ormelune (10/04/2005)   14 anni 6 settimane fa

    Ecco un'altra bellissima gita, a dispetto delle previsioni e dei "soliti disfattisti" (io per prima....)! 1500 metri di soddisfazione, sia in salita che in discesa, che purtroppo abbiamo gia' trovato invasa dalle tracce degli "eliskiatori". Niente male in ogni caso!
    Alla prossima
    Luisa

  • sa2-2005 gita2: monte ormelune (10/04/2005)   14 anni 6 settimane fa

    Il corso ha gia' raggiunto un fondamentale obiettivo: ora Enzo si e' convinto che fino a 3/4 gita non deve sentire la stanchezza. Ieri salendo mormorava tra se': "Posso continuare all'infinito".
    Bravo Enzo, bravi tutti.
    Guido

  • sa2-2005 gita2: monte ormelune (10/04/2005)   14 anni 6 settimane fa

    E' stato un peccato non poter essere salito anch'io. Purtroppo capita di dover rimanere al campo base, in ogni caso ero lassu' con voi con il pensiero. Vedro' questa domenica di rifarmi.
    Complimenti al gruppo per l'affiatamento.
    A presto Costa.

  • sa2-2005 gita2: monte ormelune (10/04/2005)   14 anni 6 settimane fa

    Un'altra bellissima gita.. e pensare che io ero tra quelli che sarebbero rimasti a dormire (vero Luisa...)!!!! Un'unico aspetto negativo.... l'assenza di Costa proprio quando ci sono 30 cm di neve fresca da battere!!!

    grazie a tutti, alla prossima
    Fabio

  • sa2-2005 gita1: piz fliana (3/04/2005)   14 anni 7 settimane fa

    Ecco una gita veramente "degna" di un SA2: ambiente bellissimo e cresta finale per me abbastanza impegnativa ma di grande soddisfazione. Grazie a chi mi ha fatto assistenza! C'e' stato un solo aspetto negativo.....la mancata sosta al crotto!
    Luisa

  • sa1-2005 gita5: punta d'arbola (3/04/2005)   14 anni 7 settimane fa

    ciao a tutti,
    volevo ringraziarVi per lo splendido w-end passato insieme e per l'entusiasmo con cui partecipate a tutte le gite! La buona riuscita del corso dipende moltissimo da tutto questo! alla prossima gita

    Francesca

  • sa1-2005 gita5: punta d'arbola (3/04/2005)   14 anni 7 settimane fa

    bosco, bosco, ancora bosco, ma e' l'SA1 oppure una gita per fare legna? Alla fine qualcosa di bianco, bagnaticcio lo calpestiamo. Spero di non dover mai dormire in una truna o peggio in un igloo il mio senso estetico di architetto d'interni ne avrebbe a soffrire. Il direttore si intenerisce con il figlio della rifugista, nella notte non si sa perche' nella stanza accanto segano pini interi. La mattina partenza con warm map all'uscita del rifugio, i meccanici mettono a punto le pelli di foca, affilano i rampant e fanno il check up completo alle centraline elettroniche (dette ARVA). 3-2-1 partenza. Lorenzo era gia' partito ma non importa lui e'con quelli dell'"SA1 bis". Dietro in un rumore di ferraglia si lotta per un secondo posto... la classe sei (quelli malati che pensano di essere degli dei) con 10 chili di acido lattico riescono a passare avanti a tutti ed a scegliere la traccia peggiore... quelli dietro la seguono... cosi' ci toccano curve su pendii impossibili, maledizioni, strappi muscolari e pubalgie degne dei piu' allenati calciatori. Miracolo, arriviamo ad una sella da cui si vede, lontana e solcata da una traccia ripidissima la vetta agognata. Mangio che senno' manco ci arrivo a meta'. Sembra di essere a 4000 mi manca il respiro prima per la fatica, poi per la quota, infine per il panorama: gli istruttori discutono sui nomi delle cime, chissenefrega e' bellissismo lo stesso.
    Discesa stupenda polvere firn birra. Peccato le ore con gli sci in spalla. W lo scialp. AT

  • sa1-2005 gita5: pizzo cristallina - traversata (3/04/2005)   14 anni 7 settimane fa

    Noi della classe 5 … Ribattezzati 'Quelli che' … guardate come facciamo e fate il contrario … 'Quelli che' … sbagliano tutto ma apposta … 'Quelli che' invece di partire quasi comodamente alle 8:30 partono alle 7:00 per la Svizzera … 'Quelli che' … la gita e' di soli 600mt di dislivello ma per arrivare a fare la gita ne fanno 1250 !!!

    'Quelli che' RINGRAZIANO di averli fatti partire alle 7 per la Svizzera, e' stata proprio una bella gita, panorama fantastico, rifugio fantastico, neve fantastica, compagnia fantastica (… beh a parte Tommy …), istruttori fantastici, barella fantastica, ARVA fantastico, … ops mi sono lasciata prendere la mano…
    Alla prossima e ultima gita (del corso) di sci alpinismo!

  • sa1-2005 gita5: pizzo cristallina - traversata (3/04/2005)   14 anni 7 settimane fa

    ciao bella gente, qualcuno ha x caso trovato la mia testa?! no, perche' oggi tra i banchi del poli non c'era proprio... adesso penso stia finendo di mangiare col sottofondo dei "cantori" ticinesi... poi preparera' lo schizzo di rotta, dormira' (o cerchera' di farlo poco importa) e poi vaghera' x le bianche nevi... spero che sia in compagnia delle vostre!
    grazie di tutto ragazzi! pol

  • sa1-2005 gita5: punta d'arbola (3/04/2005)   14 anni 7 settimane fa

    …e' che alla fine gli umanisti in montagna fan sorridere, quasi tenerezza… i militanti della poesia, quelli che credono che ancora esista una bellezza obliqua senza definizione, da snidare. Questa contraddizione viva tra la determinazione della vetta, della rotta chiara e inequivocabile e il vissuto di noi i 'senza collocazione nell'ingranaggio' e' vita allo stato liquido che chiede un piccolo posto per stare, una truna… In salita la mente si sgombra in un sssstt fragoroso che chiede una pace, una qualsiasi e la trova nella semplicita' del respiro e del passo che si arrampica fiero. agnes

  • sa1-2005 gita5: punta d'arbola (3/04/2005)   14 anni 7 settimane fa

    Pagina epica. L'assoluta assenza di neve fino a duemila metri trasforma la prima parte della gita in una transumanza degna dell'Anabasi di Senofonte. Quando la teoria di stremati allievi raggiunge il rifugio deve subito cimentarsi, per questioni di overbooking, nelle costruzioni abusive con la neve. Per singolare sincretismo culturale, o forse per la difficolta' di gettare un arco, prevale la tipologia a 'trullo' o 'supposta'. I risultati sono cosi' cosi', ma il gestore assicura che, con l'aiuto di un geometra e qualche conoscenza in Comune, e' tutto condonabile e ci si cava un discreto bilocale.
    Il mattino dopo, atmosfera cristallina – e' la salita perfetta. In cima, panorama ineffabile a 360 gradi. Ci si interroga: 'Perche' questo spettacolo ci commuove?' 'Qual e' il senso della vita?' 'Come fa la nostra direttrice a stipare tutta la sua chioma in un normale cappellino?'. Boh! Lo scopriremo un giorno – forse.
    Foto di vetta e giu' su una neve bellissima.
    Al rientro, incursione en masse nella latteria sociale antigoriana, presa d'assalto come i forni dei Promessi Sposi: tutti a casa con i monti nel cuore e, soprattutto, sei chili di cistellino olente nello zaino.

  • sa2-2005 gita1: piz fliana (3/04/2005)   14 anni 7 settimane fa

    Gentilissimo Guido,la gita nel suo complesso generale e' stata perfetta anche nella scelta della cima, che penso abbia dato modo di valutare anche le potenzialita' non prettamente sciistiche.
    Io penso che se si fosse optato per l'altro percorso (giro del Piz Buin) forse 2/3 avrebbero un pochino faticato, questo e' un mio pensiero che mi facevo mentre salivamo gia' solo con gli sci ai piedi pronti via dal rifugio.
    Grazie ancora per il vostro impegno e professionalita'. Speriamo che la prossima gita abbia la meteo dalla ns. visto che gia' si preannuncia neve, comunque e' sempre bello.
    A presto.
    Costa

  • sa2-2005 gita1: piz fliana (3/04/2005)   14 anni 7 settimane fa

    Gia' mi dimenticavo che c'e' anche qualcuno che ha bisogno di caricare le batterie dopo la fatica, se tutto va bene e posso rientrare piu' tardi domenica prossima, c'e' un amico che ha una trattoria a Derna salendo al P.so Sempione, lo possiamo contattare al ns. rientro e fermarci a mangiare, c'e' anche il prosciutto di canguro dopo vedi come salti.....
    Grazie ancora a tutti per il we scorso.
    Costa

  • sa1-2005 gita4: tete entre deux sauts (13/03/2005)   14 anni 10 settimane fa

    Gita didatticamente molto varia in uno splendido scenario. Si comincia dalla Val Ferret con 5km di fondo (tecnica classica): peccato che l'attrezzatura da scialpinismo provochi subito il doloroso effetto 'stivaletto malese'. In rifugio, serata di cartografia ed orientamento per consentire a tutti di raggiungere la camerata dopo il pasto. Domenica breve ma faticosa ascesa alla Tête per la variante detta 'del Calvario', prevalentemente su sterrato da motocross. Giunge su per prima l'allieva piu' giovane – Benedetta – ma qualcuno insinua che sia stata aiutata dal papa'. Indimenticabile visione del Bianco, delle Grandes Jorasses e, per i piu' provati, di Padre Pio che mostra le stimmate (solo quelle dei piedi). Discesa per un canalone che ricorda il muro della Streif di Kitzbuehel, dove si perfeziona la progressione cosiddetta 'a pelle di leone'. A valle, nuova prova di fondo (tecnica skating). Ma e' sul pullman la vera sorpresa: una magistrale lezione sul restauro dei mobili da parte dell'autista, che – complice il traffico – tiene tutti letteralmente incollati alla poltrona per tre ore. Al rientro in citta' molti allievi, anche se indolenziti, sono comunque in grado di tornare a casa con gli sci ai piedi e di aggiustare un como'.

  • sa1-2005 gita4: punta della valle (13/03/2005)   14 anni 10 settimane fa

    splendida gita, bellissimo l'ambiente del rifugio :)
    Ciao
    Luca

  • sa1-2005 gita4: punta della valle (13/03/2005)   14 anni 10 settimane fa

    Il logo della nostra miTTica classe!!!

  • sa1-2005 gita3: mont flassin (27/02/2005)   14 anni 12 settimane fa

    Ci avevano detto che avrebbe fatto freddo, molto freddo... ed infatti nell'allacciare uno scarpone perdo una falange che si stacca di netto, tac, come un ghiacciolo, fa nulla metto tutto nella moffola e miracolosamente a fine giornata risulta attaccata a suo posto.
    Alla partenza sarebbe meglio mettere un paio di pattini da ghiaccio invece di sci e pelli: infatti c'e' una stradina in ombra degna delle olimpiadi invernali di Short track che ci conduce fino ad una bella baita, quella si', al sole. Ovviamente tutte le scorrettezze per arrivare primi sono accettate: classi che ne sorpassano altre, improbabili scorciatoie nel bosco piu' fitto, barelloni appesantiti con macigni, radio spente o "dimenticate" che permettono di sfuggire alle reprimende della vigile direttrice.
    Dalla baita ormai l'urlo e' unisono: banzai! 50 disperati assaltano gli ultimi 300 metri per arrivare ad un colle gelido.. che ci dicono non essere il col Flassin: mah come...? azzardo l'ipotesi che il cervello degli istruttori abbia dei limiti di funzionamento al di sotto di certe temperature.
    Gli Snowboarder primi al colle ed al parcheggio, sono stati avvistati scendere con le ginocchia bloccate dal gelo seduti sulla tavola, il loro istruttore invece, furbone, era con gli sci (ma, ci passi il consiglio, scende meglio con la tavola!).
    La prima meta' della discesa e' bellissima la seconda un po' meno. Aspettiamo tutti in autobus 20' che Don Leo confessi tutta la sua classe per i peccati della settimana.
    AT

  • sa1-2005 gita3: mont flassin (27/02/2005)   14 anni 12 settimane fa

    Ancora, perche' in quell'ancora c'e' la promessa del per sempre. Ancora, perche' ieri con gran tremore e sorriso da guance rosse e denti storti, mi sono inchinata alla montagna a cui bisogna dare del lei, con onore e stupore. Il Monte Bianco mi ha stordita e accompagnata in una visione senza fiato. Svettava per altezza di contemplazione con le sue vie del cielo. Parlava lento e lungo: 'Non intorbidire il cielo con le tue richieste, uomo. Merce avariata le tue preghiere, merce avariata… il tuo usare la parola amore: a buon mercato…'. A torto o a ragione, sono scesa con nello zaino questo e ho affrontato le mie paure cosi': standoci dentro. Una parola ancora: ancora.
    (grazie a M. Gualtieri)
    agnes

  • sa1-2005 gita3: monte pedena (27/02/2005)   14 anni 12 settimane fa

    .

  • sa1-2005 gita3: mont flassin (27/02/2005)   14 anni 12 settimane fa

    Gita della trasfigurazione. Qualche incertezza iniziale nell'orienteering: vuoi per la poca dimestichezza colla bussola, vuoi per l'uso della cartina della prima gita, qualcuno di noi avanza l'ipotesi che in fondo al vallone ci sia Madesimo. Comunque si sale. Alla malga a 2200 mt siamo gia' provati: il freddo polare ha causato dolorosi congelamenti a coloro che hanno voluto indulgere nella minzione nel bosco. I nostri istruttori ci persuadono che siamo solo a dieci minuti dalla meta mostrandoci una mappa che si rivelera' poi grossolanamente contraffatta (isoipse cancellate col bianchetto). Strappo finale ed arriviamo al colle. Bellissimo spettacolo e soddisfazione. Si apre pero' il dibattito su quale colle sia: l'unica certezza e' che ci troviamo da qualche parte a sud di Zurigo. Discesa divertente, soprattutto per chi riesce a fare le curve. Giunti a valle, la bella notizia da Stoccolma: l'Agnese e' finita nella short list del Nobel per la letteratura. Si festeggia in pullman col Tavernello travasato dal tetrapack alla bottiglia di vetro, cosi' per il gusto della trasgressione. Segue la tradizionale gara di solidarieta' tra gli allievi, con la colletta a favore dell'ONLUS 'P. Lamiani'. Arrivo in citta' verso le 20.15, consueto scambio di sci e scarponi, poi tutti a casa stanchi ma felici. O

  • sa1-2005 gita3: mont flassin (27/02/2005)   14 anni 12 settimane fa

    La societa' 'P. Lamiani S.p.A.' tiene a precisare che la propria forma giuridica e' 'Societa' per azioni' e non, come erroneamente riportato, 'ONLUS'.
    Cogliamo l'occasione per ringraziare con affetto e calore tutti i partecipanti per le cospicue donazioni a favore di tutti gli organi meccanici del veicolo sottoposti a forte trauma dalla conduzione spericolata del mezzo da parte del conducente.
    Avanziamo inoltre forti perplessita' sull'effettiva presenza a bordo del veicolo stesso del limitatore di velocita' previsto dalla normativa vigente.
    Distinti saluti,

    Il direttore generale
    Ing. Pietro Lamiani

  • sa1-2005 gita3: mont flassin (27/02/2005)   14 anni 12 settimane fa

    MILANO ore 9.10! e' tardi! la neve scende sulla citta' , che sonno. Tento di alzarmi ..tento
    ..infilo una camicia e sono giu' per le scale. In cortile gia' due alte spanne di neve.
    Guardo i miei piedi e ovviamente ho le clark, notorimente molto adatte alla neve. Non ho il tempo per mettere le pelli,
    affronto il guado e affondo nella neve. La custode mi guarda preoccuata, io l'assicuro neve farinosa, non molto coesa, non si corrono rischi,
    il piu' e' cercare di galleggiare il piu' possibile. Alzo la testa e intravedo il "cornicione" che sporge dal palazzo lo osservo e dichiaro ad alta voce: vento nord, nord-ovest. L'inquilina del 2 piano si intrattiene sul bacone, ignara che potrebbe scaricare da un momento all'altro.
    Mi incammino verso il metro', scorgo una vecchietta che vuole affrontare la rampa di scale,
    testo la neve, l'osservo con il lentino e vieto all'anziana di scendere. Lei protesta, ma sono inflessibile, troppo pericolo, deve esserci stata della brina di superficie prima della nevicata i cristalli sono angolari e il marmo e' un ottima superficie di scorrimento per un lastrone, inoltre lei e' uscita di casa senza arva e sonda,
    non se parla. Procedo su un dosso della strada, per evitare i rischi di accumuli.
    In cortile dell'ufficio una montagna di neve, anzi un colle. Col Flassin?? Squilla il telefono !!! ma che ore sono??
    temo il tentativo di alzarmi sia fallito! triste ritorno alla realta'... ma la neve c'e' davvero. Stasera lezione con gli sci a MONTESTELLA? Nisida

  • sa1-2005 gita3: mont flassin (27/02/2005)   14 anni 12 settimane fa

    Le facce tese, gli occhi impazienti, le labbra che fremono...tutti in attesa del via, tutti che aspettano di poter utilizzare ancora una volta le loro pelli ed i loro scarponcini termoperformati.
    Perplessita', quel blocco allo stomaco che ti si legge in faccia, ecco il sentimento che provavano, ancora increduli e sbalorditi per l'ordine ricevuto.. categorico, senza possibilita' di appello, rigido, almeno quanto la temperatura in quell'area di sosta all'attacco della gita, in quella continua attesa che sembrava una condanna a tempo indeterminato.
    L'avevano visto allontanarsi dalla loro classe, entrare nel cerchio del comando generale, per poi tornare verso di loro scuotendo la testa e malcelando il disappunto dietro un finto sorriso… il loro istruttore capo... vittima e carnefice della sua stessa classe ma anch'egli comunque obbligato ad obbedire, imbrigliato in un incontestabile ed intricato sistema di gerarchie.
    E' questo il dazio che hanno dovuto pagare per poter accedere al loro olimpo quotidiano, l'amaro calice bevuto fino in fondo.. ma a sempre a loro modo, percorrendo tutta la salita con lunghi traversi per poter rispettare la consegna ricevuta senza perdere il ritmo… ridendo, chiacchierando e scherzando… soprattutto, studiando nuove strategie per stupire di piu' e ancora una volta durante la prossima gita. :-)

    Firmato: Apollo e i beatamente ultimi della classe sei



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