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Preparazione della gita


PREPARAZIONE DELLA GITA A CASA (1° filtro)


E' il filtro a scala regionale, prevede, nell'ordine:

  • consultazione dei bollettini valanghe e meteo;

  • scelta della gita e delle possibili mete o itinerari alternativi (cambiamento di meta o di itinerario per la medesima meta) in caso di condizioni diverse dalle previste;

  • analisi delle carte topografiche e delle descrizioni degli itinerari;

  • preparazione dello schizzo di rotta;

  • valutazione del fattore umano: chi partecipa? Quanti saremo?

In particolare:

Equipaggiamento
Diversi sono i fattori che influiscono sulla scelta di un equipaggiamento adeguato: stagione, il terreno e le eventuali difficoltà alpinistiche, le condizioni meteorologiche, le possibilitá di rifugio e di soccorso, la lunghezza della gita, etc... In ogni caso l'equipaggiamento è personale e deve essere trasportato da ciascuno nel proprio zaino.
Il materiale collettivo viene distribuito ad inizio gita ed il gruppo deve muoversi in relazione alla distribuzione del materiale. Ad esempio, in discesa, se é stato distribuito un accoppiatore per gli sci ed una barella questi dovranno essere nello zaino di chi chiude ilo gruppo per essere immediatamente pronto nel caso di incidente ad uno dei partecipanti.
Un binocolo, la bussola e 10m di cordino ø 3 mm possono essere molto utili per orientarsi e vedere in anticipo il percorso possibile; il cordino serve per effettuare la prova del cuneo di slittamento in caso di pendio sospetto.

Scelta dell'itinerario a tavolino
E' uno dei compiti piú complessi in quanto richiede di saper interpretare correttamente un bollettino nivometeorologico in relazione ad una zona ed al tracciato sulla mappa dell'itinerario prescelto.
Anzitutto si comincia con osservare il bollettino meteo e quello valanghe per capire la zona dove il pericolo é minore e la meteo più favorevole. Di seguito, in base alla conoscenza del territorio sulle mappe o diretta (perché abbiamo già fatto gite in zona) possiamo, consultando un libro con le descrizioni degli itinerari interpretare quale potrebbe essere la meta possibile della gita. Le guide infatti, per ogni itinerario, forniscono, solitamente all'inizio della descrizione, un insieme di informazioni che aiutano nella scelta della meta.

  1. Difficoltà, oggi è uniformemente adottata la cosiddetta scala Blachère pur rimanendo, specie nei paesi francofoni, altre scale di difficoltà (focalizzate sulla pendenza dei pendii da affrontare);

  2. Dislivello, in salita ed in discesa;

  3. Esposizione dei pendii da percorrere ed eventualmente pendenze sostenute;

  4. Stagione o epoca in cui viene solitamente effettuata la gita;

  5. Carte di riferimento, cioè numero e serie della carta che contine l'itinerario descritto (ultimamente alcune guide su web indicano anche le coordinate per gli utenti di GPS);

  6. Tempo totale, per la percorrenza dell'itinerario riferito ad uno sciatore allenato e a condizioni normali della montagna;

  7. Accesso, località di partenza e di arrivo con le rispettive quote.

Scala difficoltà Blachère


Lettura bollettini nivometeorologici
Le informazioni essenziali che devono essere tratte da un bollettino per la pianificazione di una gita di scialpinismo sono:

  • Arrivo o meno di una perturbazione (fronte freddo e fronte caldo);

  • possibilità o meno di precipitazioni (piovose e/o nevose);

  • possibili variazioni della temperatura durante la giornata;

  • presenza o meno di vento e sua intensità e direzione;

  • cielo coperto o sereno la notte precedente la gita;

  • analisi dei bollettini precedenti per avere informazioni sull'ultima neve caduta e la presenza di venti (zone di accumulo della neve e quantità).

Per una trattazione più approfondita si veda la lezione sull'interpretazione dei bollettini.

Riguardo alla interpretazione del pericolo di valanghe bisogna sempre avere presenti tre aspetti:

  1. La stabilità media del manto nevoso, cioè la probabilità di distacco locale. Maggiore è il numero di pendii e/o di punti pericolosi, maggiore è il rischio che si corren (cioè la probabilità di passare su un pendio pericoloso).

  2. La dispersione dei parametri di stabilità del manto nevoso sull'intero pendio. Un manto iregolare sarà molto più difficile da interpretare e riconoscere come pericoloso.

  3. La quantità di neve potenzialmente coinvolta in un incidente. Pur essendo una conseguenza del pericolo bisogna tener conto della quantità di neve che potrebbe seppellirci completamente: le piccole valanghe sono quelle più pericolose per lo scialpinista. Infatti si pensi ad esempio ad una piccola valanga a lastroni di 10m X 10m, con 30cm di neve la massa che ci può travolgere è di 9 tonnellate !


Calcolo dei tempi e schizzo di rotta
Un aspetto importante della sicurezza di una gita è costituito dalla conoscenza dei propri limiti e di quelli del gruppo in anticipo. Quindi il calcolo dei tempi per compiere in sicurezza una salita e la successiva discesa è un aspetto essenziale nella progettazione di una gita: il tipo di neve che si incontrerà, il numero di partecipanti e la loro esperienza/allenamento, il dislivello complessivo e lo sviluppo della gita sono fattori che influenzano anche pesantemente i tempi di percorrenza e quindi la sicurezza.
Per questo l'ora di partenza deve essere anticipata il più possibile in quanto permette di usufruire di un margine di sicurezza nel caso di imprevisti e permette di scendere (e salire) con le migliori condizioni di neve.

Altrettanto importante è lo schizzo di rotta cioè lo studio a tavolino dell'itinerario per individuare in anticipo la direzione di marcia e prevedere i potenziali punti critici dell'itinerario. Solitamente lo schizzo di rotta si sintetixzza con una tabella descrittiva di: tempi, direzione (azimut), dislivello, pendenza, note sul percorso. Questo faciliterà molto le decisioni in caso di scarsa visibilità.




Schizzo di rotta



La cosa più importante è saper riconoscere la pendenza critica dei pendii (27°) su cui si svolge l'itinerario o sotto i quali passa l'itinerario. Il calcolo è semplice, basta misurare sulla carta la distanza tra due isoipse (curve di livello) differenziate di 100 metri misurata perpendicolarmente alle stesse (lungo la massima pendenza), a seconda della scala della cartina ottengo:


Pendenze su carte topografiche a differente scala



Per una trattazione più dettagliata si veda la lezione di Topografia. Per facilitare lo schizzo di rotta potete scaricare e stampare un pratica griglia già predisposta (formato Acrobat Reader).

Il Fattore umano
Il 90% delle valanghe che travolgono gli scialpinisti sono provocate dai medesimi e nel 93% dei casi gli incidenti accadono in discesa.
E' quindi fondamentale, in un gruppo, individuare fin dall'inizio la figura di un capo gita che sappia garantire la sicurezza del gruppo a partire dalla conoscenza delle capacità dei singoli: tecniche, fisiche e soprattutto psicologiche.
Il fattore umano si può ridurre alla seguente analisi preliminare:


  • Come reagiscono i componenti del gruppo rispetto ad una scelta difficile quale potrebbe essere quella della rinuncia alla gita?

  • Tutti sono in grado di avere autonomia di pensiero e di scelta, capacità di ragionare anche sotto stress?

  • I componenti del gruppo sono in grado di rispettare le regole di sicurezza come, ad esempio, rispettare le distanze di alleggerimento, oppure sono indisciplinati tanto da compromettere la sicurezza del gruppo?

  • Tutti sono i grado di eseguire un'azione di autosoccorso? (cioè capaci di usare ARVA, pala e sonda e sotto stress riuscire a recuperare un travolto in meno di 15'?)


Particolari organizzativi
Ci sono delle accortezze che è utile rispettare nella pianificazione di una gita:

  • prenotare rifugi o alberghi per il pernottamento o informarsi sulle condizioni del bivacco se incustodito;

  • Stabilire punti di ritrovo (luogo e ora) per la partenza e per l'arrivo;

  • Informare sulla meta, l'orario, i partecipanti i parenti a casa e il guardiano del rifugi oppure lasciare sul cruscotto dell'auto un biglietto con le indicazioni;

  • In rifugio accordarsi con il gestore per i pasti, la sveglia, la colazione; lasciare in ordine alla partenza;

  • Per facilitare un'eventuale soccorso memorizzare dove c'è l'ultimo telefono e quali sono le frequenze radio da usare (se si è in possesso di una radio), memorizzare sul cellulare il numero del soccorso alpino (e tenere il cellulare spento nello zaino);

  • se si partecipa a gite organizzate da altri documentarsi prima sulla meta, i partecipanti, le condizioni meteo e della neve.





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