Google Analytics is a powerful tool that tracks and analyzes website traffic for informed marketing decisions.
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24 hours
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18 months
Allora innanzitutto un mea culpa di tutti gli errori commessi nel week-end!e’ un lungo elenco:
– Montaggio errato degli sci sullo zaino (2 volte in 2 modi)
– Indosso l’arva in posizione errata
– Attacco lo scotch sulle pelli in posizione errata
– Non ricordo cos’e’ il gradiente
– Non ho la bussola
– Sbaglio in un sol colpo azimuth, localizzazione e pronuncia del Piz Champatsch
– Confondo il rifugio con un grosso masso
– Fatico a montare i rampanti
– Sbaglio azimuth (ancora!)
– Non riesco ad aprire le ghiere dei miei moschettoni
– Procedo in modo errato coi ramponi in discesa (probabilmente anche in salita, ma nessuno me l’ha fatto notare)
– In discesa mi lego ad una corda che finisce nel nulla (fortuna che c’e’ Coppa che pensa a me!)
– Non ricordo come si fa un paranco
Ok, e ora la recensione.
Partenza in tarda mattinata da Guarda [‘guarda com’e’ bella Guarda’ (Coppa)], qualche minuto a piedi prima di raggiungere la neve, e lungo ma comodo tragitto per arrivare al rifugio, interrotto da una piacevole esercitazione sulla costruzione del paranco. Interessante e utile quanto complicato, il paranco e’ una struttura mistica in grado di liberare i migliori e peggiori istinti degli individui che partecipano al suo montaggio. Da segnalare il tuffo, un triplo carpiato, voto medio della giuria 7.5, di Carlo che fa volare Giuliana per diversi metri provocando una reazione a catena. Zucchero, ci manda tutti in sollucchero provocando la nostra dolcissima fanciulla e ricevendo indietro un nuovo fantastico soprannome che vale piu’ di mille cinghiate.
Rifugio molto bello, proprio svizzero con tutte le cose al loro posto. Cena sfortunatamente anch’essa svizzera, ma animata da una fitta discussione sui migliori bordelli, scusate, night, di Amsterdam con protagonisti un informato Rudy e un interessatissimo (troppo) Umberto, tra l’entusiasmo goliardico generale e il primo silenzio a memoria d’uomo di Giuliana, giustificato da un ‘la carne e’ debole, non ho niente da dire’. A proposito, per la festa di fine corso, abbiamo gia’ il prive’ riservato!
Nella notte clima tropicale, caldo umido, specialmente ai piani alti.
Partenza all’alba, sveglia un po’ prima, colazione migliore della cena, ma non di molto. Antonio e’ il primo a sentirne le conseguenze, e con grande gentilezza ci avvisa tutti che ha intenzione di attivare a breve il post-bruciatore alimentato da un mix di spezzatino e muesli, consigliandoci una distanza di sicurezza di almeno 300 m per non inalare i residui di combustione.
Salita rapida fino al laghetto senza nome, proseguiamo con piu’ calma sui tre ghiacciai sconfinando in Austria attraverso la Fuorcla del Confin e lasciamo gli sci 200 (?) metri sotto la vetta.
Proseguiamo lentamente per lasciare il tempo agli istruttori di fissare le corde, e per qualche motivo ignoto piu’ rallentiamo piu’ mi affatico, fino al punto in cui quasi stramazzo al suolo e Rudy, che ringrazio ancora, non so se mosso da un’incredibile generosita’ o soltanto da pieta’, mi trascina su a forza tirandomi con l’imbrago, in puro style Lopsang-Pittman.
Vetta conquistata, scendiamo rapidi per consentire alla folta mandria di alpinisti svizzero-austro-ungarici di salire, sfruttando anche le nostre corde e facciamo pausa al bivio canalino-traversata.
La scelta di affrontare il canale piuttosto che ripellare e’ stata troppo facile, considerato l’intenso desiderio di faticare ancora che provavo, e quindi canalino fu, assieme ai prodi Carlo e Ivan e a parecchi istruttori. Primi 30 metri durissimi, quasi ghiacciati, li scendo di culo!letteralmente, volo a terra appena tento di curvare e scivolo non proprio dolcemente fermandomi a 20 cm dagli istruttori che ci attendevamo per frenarci. Per frenare tutti tranne Carlo, ovviamente, la sua picca modello Lancillotto in quella situazione era un’arma letale per chiunque si fosse interposto al suo cammino.
Scendiamo con qualche minuto di anticipo sul gruppone fino a valle per ripetere l’esercitazione paranco, tocca a Klaus, con una difficolta’ in piu’: e’ Astrid a simulare la caduta, sotto minacce irripetibili nel caso non preservasse la sua incolumita’. Incolumita’ pericolosamente minata nel finale quando ri-cade perche’ nessuno ha tirato la corda nella piastrina, e qui mi sento un pochino responsabile…ero l’unico in zona piastrina ma momentaneamente distratto!solo un secondo eh!
Discesa tranquilla fino in paese.
In conclusione, bella gita, ma io non faccio testo perche’ mi diverto sempre, attendiamo ora il gran finale!
http://www.flickr.com/photos/57198859@N00/
Simone
bella gita. Un po’ affollata la cresta ma con discesa di soddisfazione.
Tre momenti topici:
1- all’imbocco del vallone chiedo a Rudy e Simone la nostra posizione… cambia ogni volta che giro la carta 🙁
2 – Rudy che tira per gli ultimi metri Simone fino in vetta
3 – Guardando dall’alto il canale della Furcla Buin: Klaus dice “io scendo dall’altra parte, con Giuliana”; Simone dice, allacciandosi stretto il cascetto della Vespa che porta in gita “per me non c’e’ problema, me lo faccio”.
traccia Google Earth
foto 1
foto 2
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relazione su camptocamp.org
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