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4MilaNoCar


4 maggio


Spenta la suoneria della sveglia, aprendo la cerniera della tenda, ci siamo accorti con disappunto che nevischiava ma abbiamo fatto comunque colazione e alle 3.45 ci siamo messi in marcia.
Salendo, vento e neve sono aumentati di intensità, fino a quando alle 5.00, a quota 3.150, abbiamo scelto di rinunciare a proseguire.
Tornati alle tende abbiamo smontato il campo e ricomposto gli zaini, mentre con la luce arrivava anche una beffarda schiarita.
La discesa prima con gli sci, poi a piedi, non è stata agevole: prima su neve rigelata ancora troppo dura poi su crosta, morbida, ma non portante. Alle 11.30 eravamo alle biciclette, dove ci attendevano il pane di segale, il salame e la formaggella ossolana.

Le previsioni meteorologiche che annunciavano pioggia e temporali pomeridiani ci hanno indotto a raggiugere la stazione di Domodossola per tornare in treno. Sorpresa: per lavori sulla linea, la strada ferrata era interrotta a Sesto Calende! E le bici non si potevano caricare sul bus sostitutivo.
Davide, senza scomporsi, si è rimesso on the road per arrivare a Lonate Ceppino in bicicletta. I “milanesi” arrivati a Sesto Calende in treno hanno adottato soluzioni diverse: tre in sella per i 75 km finali fino alla Darsena, uno in auto grazie all’intervento di una compagna gentile. Nomi non se ne fanno.
La movida milanese del Naviglio Grande ha osservato distrattamente l’ultimo km di questi strani biker sci-muniti, forse pensando a qualche evento fashion o promozionale.
Alle 21.00 digitavo il numero 39 sul citofono del mio palazzo.

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