DAVIDE DIXIT
Esperimento riuscito: si può fare!

Andare a sciare in bici, partendo da casa, a trazione muscolare, è solo una questione di tempo a disposizione. Maggiore quello investito, più grande la gratificazione che ne verrà.
Certo, ad arrivare in punta sarei stato più contento ma le ciambelle senza buco son pur sempre torte appetitose. Sono felice di esser stato invitato a partecipare all’esperimento dal mio amico Guido. Ho conosciuto anche il resto di una compagine che mi ha colpito molto. C’era un essenziale: appena visto ho notato il suo carico sulla bici fissato coi budelli annodati mi è stato subito simpatico, mi ha fatto pensare a Gary Hemming. Poi c’era un duro: a (pre)giudicarlo dallo stato del mezzo di locomozione si sarebbe sbagliato, e di grosso; anche quando è stato necessario mettere piede a terra non ha fatto un plissé e con convinzione è arrivato dove si doveva arrivare. Infine, c’era un gentleman: le clementine sbucate con eleganza da uno zaino affardellato, portate fino in quota, sembravano emulare la pipa dei pionieri inglesi tirata nei momenti di pausa durante le campagne alpine. Spero verrà ancora occasione per uno scrambling alpino in combriccola.
Spesso, la raccomandazione alla partenza, di chi resta, è declinata in ordine di priorità: tornate sani, tornate amici, andate in vetta. Noi abbiamo obbedito per due terzi, quelli più importanti. Ora basta pensare alla prossima, con questo viatico:
Le raffiche superavano i 100 chilometri orari. Al riparo della maschera da sci mi chiedevo: più tardi, al rifugio, sapremo ricordarci della nostra fatica e impietosirci per quello che stiamo vivendo in questo momento? La mente dimentica presto le sofferenze del corpo. È la molla della vita: cancellare e ricominciare. La volontà è una belva. Reclama la sua parte di carne: assaporato il riposo, già sogna di rimettersi in marcia.
“Quando l’esperienza comincia a dissuaderti dal ripartire, significa che sei invecchiato.“
Sylvain Tesson – Bianco